Nasciamo interi, ma nessuno ce lo dice

Chi ha bisogno di un Principe Azzurro?

„L’amore è una meta che si raggiunge in due, a condizione di aver trovato la strada da soli.“

Massimo Gramellini – L’ultima riga delle favole

Sin da piccole ci dicono che uno dei nostri obiettivi, se non il principale, è quello di trovare l’altra metà della mela, un compagno che sia un’anima gemella con tutte le caratteristiche di un Principe Azzurro. E questo in modo più marcato fino a qualche anno fa. Oggi forse un po’ meno. Ancora oggi, però, nessuno ci dice che nasciamo interi.

Nella maggior parte dei casi, però, questa ricerca diventa una prigione in cui ci chiudiamo da sole dimenticando persino dove sia la chiave per uscirne. Perchè la realtà è diversa dalla favola. E perchè la fantasia che mettiamo nel raccontare e raccontarci una favola serve proprio ad allontanarci da una realtà che non ci piace e a creare un mondo parallelo e protetto in cui invece è bello stare.

Siamo nati interi

In realtà quello che avrebbero dovuto insegnarci o il concetto che avrebbero dovuto veicolare è che siamo nati interi, che tutti noi nasciamo interi, che non abbiamo bisogno di trovare l’altra metà della mela per sentirci completi. Lo siamo già e possiamo scoprirlo o riscoprirlo soltanto se consideriamo che è vero che la strada verso l’amore si raggiunge in due, ma soltanto se prima l’abbiamo trovata da soli.

Lo ha scrtto anche John Lennon nella sua poesia “They made us believe”che in italiano suona ““Ci hanno fatto credere”, ne riportiamo due strofe :” Ci hanno fatto credere che ognuno di noi è la metà di un’arancia, che la vita ha senso solo quando riusciamo a trovare l’altra metà. Non ci hanno detto che nasciamo interi, che mai nessuno nella nostra vita merita di portarsi sulle spalle la responsabilità di completare quello che ci manca: si cresce con noi stessi. Se siamo in buona compagnia, è semplicemente più gradevole.

Ci hanno fatto credere in una formula chiamata “due in uno”: due persone che pensano uguale, agiscono uguale, che solamente questo poteva funzionare.
Non ci hanno detto che questo ha un nome: annullamento. Che solamente essere individui con propria personalità ci permette di avere un rapporto sano.
” Trovate il testo integrale in originale inglese e la traduzione in italiano a questo link.

Come si fa a sentirsi completi?

Che poi a parole è semplice, ma non lo è nei fatti. E lo sappiamo. Quanti Principi Azzurri hanno perso il loro mantello nel corso degli anni o hanno visto l’azzurro sbiadire? e lo stesso dicasi per tante strabilianti Principesse che si sono trasformate in sorellastre o streghe cattive.

Questo ovviamente è un quadro molto sommario di una realtà che è certamente più complessa e riguarda la sfera sentimentale di ciascuno e in quanto tale diversa da qualsiasi altra. Chissà cosa sarebbe cambiato se ci avessero detto che siamo completi senza bisogno di qualcuno che ci faccia sembrare tali. Ma come si fa a sentirsi completi? come si impara a bastare a se stessi e ad esserne consapevoli?

Nessuno ci dice che nasciamo già interi

Nelle mie innumerevoli letture adolescenziali, post adolescenziali e recenti, uno dei libri che mi ha colpito di più è quello di Marcia Grad Powers, La Principessa che credeva nelle favole: come liberarsi del proprio principe azzurro, che vi invito a leggere se non l’avete già fatto. In effetti dovrei rileggerlo oggi, a qualche anno di distanza, considerando che la sua prima uscita è stata del 2013. Mi colpì molto, ricordo perfettamente il potere che ebbe su di me, paragonabile forse soltanto a come mi sentii da ragazzina dopo aver letto Il Gabbiano Johnatan Livingstone di Richard Bach .

La protagonista del romanzo di Marcia Grad Powers, Victoria, che in parte si chiama anche come me per cui identificarsi sembrava anche scontato, compie un viaggio, un viaggio che la porta fuori dalla favola che ha sempre pensato di dover vivere per essere felice e dentro alla consapevolezza che quasi certamente potrà vivere una favola ma sarà diversa da quella che aveva immaginato.

E alal fine del viaggio, anche per noi sarà così, sarà la nostra unica, meravigliosa favola di persone complete da sole che se sceglieranno di stare con qualcuno non sarà per farsi completare.

Ci sarà un Principe o una Principessa ad aspettarci ad un certo punto del nostro cammino? questo nessuno può saperlo. Quello che conta è la certezza che sapremo stare bene da soli. Nasciamo interi e imparare a riconoscere la nostra interezza, a prenderne consapevolezza fa parte del nostro cammino. Se nessuno ha illuminato noi, ha gettato luce su questo aspetto per renderlo visibile, noi possiamo farlo con chi ci è accanto. Anche solo una persona più consapevole e meno avvolta da queste tenebre avrà fatto la differenza.

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” diceva Mahatma Gandhi, e credo che si possa capire il senso di questa frase ormai così inflazionata solo nel momento in cui davvero si inizia a viverla su di sè. Non frasi fatte, stereotipate e senza anima ma azioni, riflessioni che portano all’azione, concretezza che porta al cambiamento e allo stare bene.

E l’argomento di questo articolo è solo uno dei tanti in cui davvero si può iniziare a vivere su di sè un cambiamento e poi con l’esempio trasmetterlo, farlo vivere con naturalezza a chi ci è accanto.

Inizia adesso. Dove sei. Con quello che hai.

©Mariavittoria Oliva – La versione migliore di te

Nessuno ci dice che nasciamo interi

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Darsi valore

11/09/2020