Ovvero colui o colei che ti porterà dove vorrai andare
Nei tanti libri che ho letto e nei corsi che ho seguito, ho trovato molte definizioni per definire il ruolo del coach e il compito nei confronti di chi a lui o lei si rivolge. Chi è il coach?
Io preferisco definirlo un traghettatore. Sì, per me il coach è un traghettatore: ti carica a bordo della sua nave quando tu decidi di salirci e ti porta dove tu vuoi andare ma non sai come arrivarci.
Non gli interessa molto quante volte tu abbia fallito o quante volte tu abbia rinunciato. Non ti spinge a tornare indietro a quelli che probabilmente o quasi certamente definisci fallimenti. Quello che conta è l’obiettivo che hai davanti a te. E l’obiettivo è sempre nel futuro.
Che cosa fa il coach?
Il coach ti allena a lavorare sul mantenere il Focus, sul mantenere l’attenzione su quello che vuoi raggiungere e ti avvicina ad un metodo che puoi fare tuo e utilizzare poi sempre, in ogni occasione che ti capiterà, più o meno importante, più o meno complessa.
Una delle cose più complesse, in questo momento storico forse più che in altri, è mantenere la concentrazione o focus per usare un termine ormai noto e largamente usato. Troppi gli stimoli esterni, troppe le sollecitazioni che catturano e spostano costantemente la nostra attenzione, e quello che abbiamo dentro finisce per essere inevitabilmente sopraffatto dalle interferenze esterne.
Non a caso la formula per eccellenza, quella che ogni Coach ti farà imparare o comunque su cui ti farà riflettere è proprio questa : Performance = Potenziale – Interferenze di W. Timothy Gallwey dove per interferenze si intendono ovviamente anche le interferenze interne. Ma di questo magari parleremo in un altro momento o potete approfondire in rete, dove c’è senz’altro tanto materiale in proposito.
Resto comunque dell’idea che il risultato migliore per ciascuno sia quello di diventare Coach di se stesso. Sì, nessuno ci insegna un metodo per affrontare al meglio le sfide quotidiane, siamo noi che lo acquisiamo sbagliando, ripetendo e alla fine arrivando al raggiungimento dell’obiettivo, al compimento di quella azione. Alla fine il metodo ci diventa familiare, automatico, e passiamo oltre portando però nel bagaglio un ulteriore conoscenza, e ci arricchiamo di una esperienza.
Un metodo acquisito è come quando impari ad andare in bicicletta o quando impari a guidare: una volta fatto tuo non lo dimentichi più.
Approfitta quindi e cerca di ”rubare” ogni piccolo indizio al tuo coach. Solo così, con costanza, metodo e pratica diventerai il più bravo coach di te stesso e raggiungere obiettivi superando sfide diventerà una piacevole abitudine.
In conclusione
Che tu scelga o meno di farti traghettare da un coach verso la versione migliore di te o verso quell’obiettivo che hai davanti a te da tempo ma non riesci a raggiungere, sappi che esiste la possibilità di farsi sostenere e guidare da qualcuno che non aspetta altro che rendersi utile per vedere un sorriso spuntare e illuminare finalmente il tuo volto.
